Gli Orishà e l'Umbanda

«Da dove viene l’Umbanda, Mae Divina?». «Ah», mi fa, ammiccando, prima di strizzare gli occhi con una smorfia. «Le origini dell’Umbanda si perdono, meu amigo (amico mio), si perdono nelle savane della costa degli schiavi e nella foresta amazzonica. Tal de (un tal) Ramos dice che il termine Umbanda deriva da Ki-mbanda, che sarebbe il grande sacertode presso i Bantù. Questi era contemporaneamente guaritore, indovino e mago.

Oshossi, Cerimonie Sciamaniche e Inaugurazione del Nuovo Centro a Roma

Presso le tribù sono tradizionalmente i cacciatori che garantiscono la sopravvivenza delle donne, dei vecchi e dei bambini, provvedendo al loro sostentamento, procurando il cibo, cercando e scoprendo i luoghi favorevoli all'insediamento di un nuovo villaggio, sorvegliando i confini e proteggendo il territorio dalle incursioni dei nemici e dei predatori.

Il Culto degli Orishà: Yemanjà

Yemanjà è nella tradizione religiosa del Candomblè e dell’Umbanda la Dea del Mare, il suo nome nell’antica lingua Yorubà è “Yeyè omo ejà” e significa “la madre i cui figli sono pesci”, è rappresentata con una veste azzurra e un mantello bianco, per l’appunto i colori del mare e della schiuma delle onde, ed è sincretizzata con la Vergine Maria (Nossa Senhora da Conceiçao).

Il Culto degli Orishà: Olorùn e Oshalà

Gli esseri umani primitivi, estasiati e smarriti di fronte all’immensità del Cielo e della Terra, spaventati dagli uragani e dai terremoti, attoniti di fronte al mistero della Vita e della Morte, fin dal principio cercarono di dare un Ordine e un Senso all’Universo.

La grandezza di Dio era ed è tanto incommensurabile che la mente umana non era allora e non è neanche oggi in grado di contenerla e comprenderla, ancora oggi non sappiamo da dove ha avuto origine il tutto, e tantomeno come e perché.

 
 

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