La malattia, come la guarigione e di conseguenza Reiki, sono energie che operano su diversi piani di coscienza, agiscono sui diversi mondi che costituiscono il nostro universo interiore.

Questi mondi non sono isolati gli uni dagli altri ma, come ogni cosa della realtà, interagiscono fra loro, sono interdipendenti, in modo tale che agendo su un piano l’azione si riflette anche sugli altri, ricordando in qualche modo la nota teoria dei vasi comunicanti.

Questi piani sono quattro: Fisico, Emozionale, Mentale e Spirituale.

 

Albero della Guarigione

 

Il Piano Fisico o della Materia

Chiave di accesso Riconoscere i propri bisogni
Simbolo Reiki Primo
Legge Limite
Ombra Dipendenza
Strumento Sensazioni

 

Il Piano Materiale comprende tutti quei fenomeni che possono essere percepiti dai nostri sensi e in una certa misura sperimentati scientificamente.

E’ il mondo dell’energia addensata in una forma con cui possiamo entrare in contatto, è il regno degli atomi, dei minerali, dei vegetali, degli animali, degli esseri umani, dei pianeti, delle stelle, delle galassie.

Siamo in quella che i Fisici moderni chiamano la "zona delle medie dimensioni" cioè quella della nostra esperienza quotidiana, dove il concetto di spazio vuoto o di corpo materiale solido sono ancora validi pur dipendendo esclusivamente dalla limitata capacità di percezione sensoriale.

Il Piano Materiale ci fornisce l’energia per espletare le principali e più grossolane operazioni vitali.

Respirare, bere, dormire, mangiare, defecare e urinare sono funzioni spesso date per scontate ma essenziali e imprescindibili per il mantenimento della vita.

Possiamo entrare in contatto con il piano materiale attraverso il riconoscimento, qui e ora, di ciò di cui abbiamo bisogno.

La percezione dei limiti spazio-temporali così come di quelli fisici è necessaria per stabilire una corretta relazione con la realtà.

Il lavoro è il modo con cui possiamo trasformare la nostra energia fisica e psichica in denaro, il denaro serve per ottenere ciò che ci occorre per le necessità del corpo fisico: cibo, vestiti, casa, o per provvedere alle necessità dei nostri cari o del gruppo a cui apparteniamo.

Il denaro esprime molto chiaramente il concetto della materializzazione dello spirito, la sua azione simbolica è assai potente nel rendere tangibili e verificabili concetti altrimenti astratti come valore, libertà, autonomia, potere, capacità.

Il denaro è una forma di energia e come tale non è intrinsecamente né buono né cattivo, semmai una valutazione può nascere secondo l’uso che ne viene fatto.

Il denaro resta comunque una forma di energia che è a nostra disposizione per ottenere ciò di cui abbiamo bisogno.

Solo quando avremo raggiunto una relativa sicurezza nella nostra capacità di sapere ciò che vogliamo e di ottenerlo, quando avremo sperimentato il nostro potere creativo nel mondo e ci saremo conquistati la nostra autonomia potremo autenticamente procedere nel nostro cammino di crescita attraverso gli altri piani della realtà.

 

Il Piano Emozionale, o dell’Azione

Chiave di accesso Agire efficacemente
Simbolo Reiki Secondo
Legge Movimento
Ombra Il Fare
Strumento Memoria

 

Se il Corpo vive nutrendosi della materia esterna, entrando in contatto con gli oggetti materiali attraverso le sensazioni, le Emozioni nascono dall’interazione con il mondo esterno dove gli eventi scatenano una delle funzioni fondamentali: il ricordo.

E’ difficile dire se sono gli eventi che scatenano l’emozione o piuttosto l’emozione che è sepolta dentro di noi che va in cerca dell’evento corrispondente per esprimersi e liberarsi.

Probabilmente entrambe le cose.

L’identità è un processo di creazione ininterrotta che passa attraverso l’esperienza della realtà.

Una nuova realtà impone una ulteriore esplorazione delle risorse interiori e quindi un accrescimento della percezione di sé rispetto all’Altro.

Dall’altra parte però le sensazioni attivano il ricordo.

La mente reagisce sempre secondo l’esperienza precedentemente codificata.

Se sono stato picchiato e abbandonato da mio padre quando ero bambino, sarà difficile che io riesca a fidarmi di un uomo.

Quando le sensazioni mi portano una informazione nuova, proponendomi ad esempio il sentimento nascente dell’amicizia, dall’altra parte la mente mi ripropone attraverso la memoria l’esperienza passata del tradimento e dell’abbandono.

L’emozione può essere il campo di battaglia tra la mente e il corpo e nello stesso tempo la risoluzione del conflitto e il tramite dell’instaurarsi di un nuovo livello di coscienza.

Il sentimento dell’amicizia può pervadere il mio corpo e sanare l’antica ferita, oppure una nuova delusione mi permetterà di entrare in contatto più profondamente con la mia esperienza passata (catarsi).

In ogni caso l’emozione è l’impulso al movimento che proviene dalla coscienza ed è sempre finalizzato alla crescita e alla guarigione.

Ne è una riprova il fatto che senza emozioni la vita si ferma, diventa statica e vuota.

Il blocco delle emozioni è responsabile di gran parte delle malattie.

La voce che attraverso il sintomo affiora alla superficie del Corpo, nasce dal sentire dentro, nella pancia, nel cuore, nell’utero.

Qui si agitano amore e paura, tristezza e allegria, invidia, rancore, gioia, entusiasmo, in una frenetica danza che invano tentiamo di controllare e gestire.

Se il corpo è la terra, l’emozione è l’acqua, che scava vie sotterranee, che erode montagne, che fluisce, evapora, ricade.

L’emozione è libera per natura e definizione, non conosce ostacoli, deve esprimersi, emergere, trasformarsi e trasformare, informare di sé la realtà.

E’ l’emozione che crea la parola, il canto, la danza, la musica, la poesia, la pittura, la scultura; l’Arte è il mezzo, non il fine, attraverso cui il ribollire magmatico del nostro nucleo assume un significato espresso e condivisibile. E’ una questione di sopravvivenza.

Se neghiamo o conteniamo il naturale impeto dell’emozione aspettiamoci prima o poi un cataclisma, un terremoto che scuota dalle fondamenta la nostra immobilità, una devastazione che trascinerà la nostra vita nel vortice dell’esistenza restituendole nella distruzione tutta la potenzialità creativa inespressa.

Ed ecco che nuovamente la malattia svolge il suo ruolo di messaggera, nel linguaggio criptico e simbolico del sintomo ci chiede udienza, conduce la nostra attenzione a indagare quale movimento abbiamo impedito, quale flusso abbiamo arginato, quale libertà imprigionato, quale verità taciuto.

Se ci ammaliamo non è per punizione o per i capricci di un fato avverso, è per incontrare e affermare ciò che siamo, per scoprire i tesori nascosti, per liberare le nostre terre assediate da Draghi e Orchi, dove i mostri e i nemici siamo sempre e soltanto noi, ignari della nostra Ombra e spaventati dalla nostra Forza e Bellezza.

Guarire è parte della responsabilità che dobbiamo assumerci per la nostra vita, cosi come la malattia è il segno che abbiamo rinunciato a noi stessi, ai nostri diritti e doveri sul regno della nostra esistenza.

 

Il Piano Mentale, o del Pensiero.

Chiave di accesso Eesprimere i propri desideri
Simbolo Reiki Secondo e terzo
Legge Dharma
Ombra Aspettativa
Strumento Rappresentazione

 

E’ comunemente accettato che la sede del pensiero sia il cervello.

In effetti è probabile che nel cervello vengano elaborate le informazioni che provengono da una più ampia Mente Corporea i cui confini è difficile stabilire.

Inoltre il fatto che gli organi di senso siano raggruppati intorno al cervello affinchè gli stimoli possano più velocemente essere trasmessi e codificati, lascia supporre che la funzione analitica (emisfero sinistro) e sintetica (emisfero destro) siano suo dominio e prerogativa.

La capacità di elaborare informazioni appartiene in verità a ogni creatura vivente e viene agita istintivamente o inconsapevolmente; noi chiameremo Mente la capacità di rappresentare la realtà al di là della realtà stessa. L’immaginazione è il potente strumento, privilegio dell’uomo (il germanico mensch significa uomo, cioè colui che possiede la mente), con cui possiamo vedere oltre il visibile, creare senza bisogno di materia, progettare, sognare, visualizzare.

La capacità della mente di muovere energia è impressionante: tutto ciò che siamo in grado di rappresentare lo stiamo già creando con l’atto stesso del pensiero, nel bene e nel male.

Se la nostra visione della vita e del futuro è disastrosa e apocalittica, stiamo creando quel tipo di realtà.

Se, al contrario, vediamo una esistenza piena di gioia e soddisfazione, questo è ciò che si realizzerà.

Di qui l’importanza del desiderio.

Desiderare (etimologicamente: de-sidera, avvicinarsi alle stelle) significa attivare e focalizzare nell’oggetto desiderato la nostra intenzione, è come tendere un arco e lanciare la freccia nella direzione del bersaglio: con la pratica e la costanza prima o poi si fa centro.

Inoltre la funzione essenziale della Mente è quella di renderci consapevoli, coscienti, lucidi, chiari e forti nella nostra capacità di risolvere i conflitti e di rispondere agli interrogativi dell’esistenza. Chi sono io?, Chi o cosa è Dio? Qual è il senso della vita e della morte?, Cosa voglio veramente?, Cosa non voglio? Etc, sono solo alcune delle domande a cui siamo chiamati a rispondere praticamente ogni giorno.

Le risposte sono dentro e fuori di noi, giacciono, a volte inascoltate, nella nostra esperienza della vita.

Il Mondo è ciò che noi pensiamo che sia.

Se accettiamo questa formula, dobbiamo riconoscere la nostra totale responsabilità nei confronti della nostra vita.

Il pensiero crea.

Il pensiero è energia.

Più pensiamo a cose brutte e più le creiamo.

Se riusciamo a liberarci dalla paura e formulare progetti sublimi e grandiosi, già li stiamo rendendo possibili.

La malattia della mente non è solo la follia che confiniamo nei reparti di neurologia o la schizofrenia che affidiamo allo psichiatra o l’ictus, la sclerosi multipla o il morbo di Parkinson e tutto ciò che in definitiva colpisce il sistema nervoso.

Di fronte alla bellezza del creato siamo ciechi.

Davanti alle infinite potenzialità della vita siamo apatici, annoiati, svogliati.

Nella misteriosa e affascinante complessità degli eventi riusciamo a sentirci demotivati o depressi.

E’ l’infelicità il sintomo chiave che rivela un problema della mente, che ci indica che stiamo dormendo, che non siamo svegli, vigili e consapevoli.

Se non vivo la mia vita ma quella di un altro, sarò infelice.

Se faccio un lavoro che non mi piace, se sto con una persona che non amo, se non mi permetto di tirare fuori dal cassetto i miei sogni e realizzarli, se vivo imprigionato nei limiti delle opinioni altrui, dei giudizi, degli insegnamenti, delle tradizioni, se la mia esistenza è programmata, esaminata, se non riesco a guardare al presente o al futuro come una meravigliosa opportunità di realizzare il mio compito su questa terra, allora vuol dire che i miei pensieri nascono da una valutazione negativa e riduttiva della realtà, da un giudizio su di essa, non dalla realtà.

Per guarire la Mente occorre aprirla alla Realtà.

Questa è la Consapevolezza.

 

Il Piano Spirituale, o del Divino

Chiave di accesso Parlare con Dio
Simbolo Reiki Terzo e quarto
Legge Illuminazione
Ombra Fanatismo
Strumento Luce

 

E’ il piano più elevato, più misterioso e complesso, insondabile.

Lo Spirito è il Soffio Vitale, ciò che dà la vita, l’essenza immutabile ed eterna: Anima, Amore, Dio, Grande Mistero, Wakan-Tanka sono nomi diversi che ci aiutano in una comprensione che solo l’estasi mistica può rendere totale.

La sperimentazione diretta di questa energia dalla vibrazione elevatissima può avvenire solo in stati di coscienza che si sottraggono normalmente alla realtà quotidiana.

Preghiera, meditazione, digiuno, trance, danze rituali, cerimonie sciamaniche, iniziazioni, possono essere strumenti validi per aprire la porta di uno spazio che sfugge in realtà ad ogni possibile descrizione e definizione.

Ma cercheremo ugualmente di intenderci: lo Spirito è ciò che dà la vita, la materia senza spirito è inerme, inanimata, inagita.

Lo Spirito è l’Informazione per eccellenza, ossia "ciò che sta dentro la forma", è il suo contenuto, è la forza che dall’interno in-forma, crea e plasma la materia per renderla viva, "animata", vibrante di atomi ed elettroni.

E’ l’Energia che emana dalla Fonte e Crea la Realtà ed è tutte e tre queste cose insieme.

Il Mistero della Santissima Trinità esprime il collegamento tra il Padre come principio creatore, il figlio come creatura e lo Spirito Santo come energia creatrice.

La triade induista di Brahma, Shiva e Vishnu rappresenta rispettivamente il creatore, il distruttore e il conservatore.

E’ proprio di fronte al Mistero che possiamo contattare lo Spirito, che sia rappresentato come morte, malattia, vuoto, infinito, Esso si rivela nello spazio in cui abbandoniamo ogni concetto, ogni idea sulla realtà e ci mettiamo in ascolto, ci sintonizziamo con il movimento incessante di nascita, vita e morte, accettando un disegno sia pure incomprensibile e ponendoci umilmente e devotamente al suo servizio.

La preghiera è il modo con cui possiamo parlare con Dio, oppure, è parlando con Dio che noi impariamo a pregare.

La malattia spirituale si manifesta con la perdita di fiducia nel senso degli avvenimenti, si soccombe o ci si ribella di fronte a qualcosa che non si riesce a spiegare.

Si cerca disperatamente il perché, ma di fronte all’incomprensibile si rischia la pazzia o la bestemmia.

Il punto è che non si può comprendere il Piano Spirituale utilizzando gli strumenti propri del Piano Mentale.

La logica o l’immaginazione ci servono solo fino a un certo punto, poi devono subentrare altri sensi per poter accedere al Piano del Divino.

Questi sensi sono l’Amore e la Fede.

Per Amore si intende quello Cosmico, Universale, non l’amore che si dirige verso un oggetto, ma quello che percepisce l’unità di tutte le cose.

E per Fede non parliamo di aprioristica accettazione di un sistema di pensiero o religione, ma dell’intima percezione della nostra essenza divina, del consapevole riconoscimento di essere creati a immagine e somiglianza di Dio e quindi, in ultima analisi, di essere noi stessi Dio.

La fede in questo senso diventa una sorta di spiritualizzazione della fiducia in sé stessi e nella vita, elevata al punto di essere così totale e assoluta da permetterci di percepire il disegno globale dell’esistenza e di abbandonarci ad essa.

Una volta che riconosciamo il ruolo centrale che noi abbiamo nella nostra vita e sperimentiamo il Potere Creativo nel nostro mondo personale e siamo riusciti ad amare noi stessi al punto da non avvertire più alcuna separazione con gli altri esseri, ecco che siamo pronti al salto nella dimensione dello Spirito.

Qui non esistono più il tempo e lo spazio o meglio essi si dilatano verso l’eterno e l’infinito.

I limiti e le misure della realtà conoscibile attraverso la Mente cedono il posto alla Coscienza Universale, illimitata, attingibile nella nostra condizione di esseri umani "normali" solo attraverso archetipi, simboli, metafore e allegorie.

Le parole Dio, Mistero, Infinito evocano energie percepibili per pochi attimi, ma il fatto stesso che tali parole esistano ci permette di entrare sia pur fugacemente in contatto con il concetto rappresentato.

Questa è la forza del simbolo (dal greco syn-bàllein, mettere insieme, riunire), la capacità di creare nella coscienza un collegamento evocando attraverso uno stesso segno energie appartenenti a realtà distinte.

Anche gli archetipi partecipano di questa duplice natura umana e divina: proiettati nel cielo stellato come segni zodiacali o padroni dell’Olimpo come gli dei della mitologia greca, essi assolvono alla funzione di intermediari visibili e potenzialmente tangibili tra immanente e trascendente, tra umano e cosmico, tra individuale e universale.

Oltre Giove c’è Saturno, oltre Saturno Urano, come i remoti e freddi pianeti del nostro sistema solare anche gli dei dell’antichità sembravano rivelare dimensioni sempre più lontane nel tempo e nello spazio fino a confondersi e dissolversi nel Dio più Dio di tutti: il Fato.

In realtà anche sentirsi preda di un destino incomprensibile e crudele è una diffusa malattia spirituale che genera vittimismo, cinismo, irresponsabilità e rivela dall’altra parte l’incapacità del soggetto di attingere un più elevato livello di Spiritualità: l’Amore.

Dio è Amore.

Questo è l’ultimo passo, arrivati a questo punto non resta che dedicare la propria vita al suo servizio.

 

Come abbiamo visto anche nelle pagine precedenti, il trattamento di Reiki consiste in un passaggio di energia vitale dal trattante al trattato, con tutta una serie di conseguenze sul piano fisico, emozionale, mentale e spirituale.

E' importante specificare che il trattamento di Reiki non ha niente a che vedere con un massaggio di tipo tradizionale.

Non è necessaria infatti alcuna pressione o alcun intervento dinamico sui tessuti o sulla muscolatura.

Basta appoggiare delicatamente le mani sulla parte trattata perchè avvenga il passaggio dell'energia.

Il trattamento di Reiki può essere praticato da chiunque abbia ricevuto almeno il I Livello.

Il trattamento di I livello riguarda gli organi interni, gli organi di senso, le ghiandole endocrine, la circolazione del sangue, l'apparato digerente, l'apparato escretorio, l'apparato respiratorio, le articolazioni, la struttura ossea, il sistema linfatico, il sistema immunitario.

Il trattamento di II livello induce uno stato di profonda quiete e di rilassamento sul piano mentale, si concentra infatti sulla testa ed agisce conseguentemente sul cervello,sull'ipofisi e sull'epifisi.

E' normalmente lasciata alla discrezione dell'operatore Reiki la decisione su quali parti del corpo soffermarsi maggiormente e quale tipo di trattamento applicare di volta in volta.

Solitamente nel corso del primo trattamento il trattante si fa una idea abbastanza precisa dei punti che richiedono più energia, ma anche da parte del trattato possono essere fornite utili indicazioni sui punti più delicati o sofferenti.

Può anche essere effettuato un ciclo di quattro trattamenti.

In tal caso l'azione è più profonda ed è consigliato in presenza di situazioni che richiedono un intervento più incisivo.

Dal punto di vista fisico/emozionale il trattamento di Reiki riporta in contatto con i propri sentimenti,aumenta la stima e l'amore per se stessi, sostiene le relazioni con i propri familiari, contribuisce a chiarire situazioni nebulose e intricate, aiuta a lasciare andare il passato e a guardare con maggiore fiducia al futuro, aiuta a vivere più intensamente il momento presente. Il processo di guarigione (vedi trattazione) può manifestarsi sotto forma di emersione di ricordi, di stati d'animo, di emozioni legate ad esperienze passate.

Dal punto di vista mentale il trattamento di Reiki riporta chiarezza, lucidità, presenza, determinazione, entusiasmo, risveglia nuovo interesse per la vita e nuovi progetti. Aumenta la consapevolezza e conseguentemente la capacità di riconoscere ed esprimere la propria verità, la propria strada, il proprio compito nella vita. Si lascia progressivamente andare il controllo, la preoccupazione, ci si ritrova sereni anche di fronte alle avversità, giorno dopo giorno si ritrova la gioia, l'entusiasmo, la voglia di vivere. Il processo di guarigione (vedi trattazione) può far riemergere conflitti passati, pensieri legati a situazioni non risolte, a relazioni dolorose con adeguatamente integrate.

Dal punto di vista spirituale il trattamento di Reiki induce uno stato di maggiore fiducia in se stessi e nella vita, si sviluppa l'amore e la compassione per tutte le creature, ci si sente parte di un tutto che scorre e fluisce, aumenta l'empatia e la comprensione per gli altri, ci si ritrova a sentire viva e presente l'energia vitale dell'universo, ci si ritrova a commuoversi o ad emozionarsi di fronte alle manifestazioni della natura, si ritrova la fede in un dio perduto o dimenticato, si ritrova la forza di pregare e di sperare. Il processo di guarigione (vedi trattazione) consiste normalmente nel rivedersi il cinismo, la sfiducia, il sarcasmo, la tristezza o la solitudine con cui abbiamo affrontato i grandi temi della nostra vita.

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