Noi conosciamo la Sua Vita e le sue opere attraverso i Vangeli, ma sappiamo anche che attraverso i secoli numerosi interventi hanno modificato o eliminato tutte quelle parti che si ritenevano contrastare con i precetti del Cristianesimo.

L'infanzia di Gesù è narrata nei Vangeli Apocrifi.

Fino all'incontro con Giovanni Battista, avvenuta probabilmente intorno al 28 d.C. poco sappiamo da fonti ufficiali sulla Sua Vita.

E' evidente però che l'esordio di Gesù doveva essere stato preceduto da una lunga preparazione. Gesù viene chiamato più volte rabbi, (maestro) titolo riservato esclusivamente a coloro che avessero una tradizione sacra da trasmettere attraverso l'insegnamento.

Inoltre predicava nelle sinagoghe durante il culto, istruiva le folle all'aperto, dava ulteriori delucidazioni ai suoi seguaci in privato, discuteva con i dotti e le autorità religiose. Inoltre Gesù dimostra piena conoscenza sia dell'Antico Testamento in lingua originale, sia delle controversie dottrinali allora agitate dalla teologia giudaica.

La sola associazione che allora in Israele conservasse la tradizione e la conoscenza dei Profeti è quella degli Esseni.

Questa parola deriva dal siriano asaya che significa medico, perché il loro ministero pubblico consisteva nel guarire le malattie fisiche e morali.

Le regole dell'ordine erano severe: per entrarvi occorreva un anno di noviziato e quando si erano date sufficienti prove di temperanza si era ammessi alle cerimonie.

Occorrevano altri due anni di prova per entrare in contatto con i maestri dell'ordine ed essere accettati nella confraternita.

Allora si prendeva parte alla mensa comune che si celebrava con grande solennità e costituiva il culto intimo degli Esseni e si poteva assistere all'interpretazione dei libri sacri di Mosè e dei profeti.

Vivevano sparsi in piccoli centri nell'Egitto e nella Palestina in comunità di beni e nel celibato, in luoghi lontani dalle città, lavorando la terra e allevando il bestiame.

Erano artigiani, pastori, allevatori, agricoltori, mai soldati o commercianti.

Silenziosi e gravi coltivavano le arti della pace, usavano fra loro l'ospitalità e la compassione, erano di una moralità esemplare: la loro parola aveva più valore di un contratto, consideravano il giuramento uno spergiuro e una mancanza di onore e di fede.

L'insegnamento era diviso in tre parti e vi si accedeva attraverso tre livelli di Iniziazione:

  1. Scienza dei principi universali o teogonia,
  2. Fisica o Cosmogonia,
  3. Morale e arte terapeutica.

Presso di loro Gesù fu ospitato nei suoi pellegrinaggi, da loro imparò la tradizione esoterica dei profeti, l'arte taumaturgica, l'interpretazione della Genesi e la dottrina del Verbo Divino, già insegnata da Krishna in India, da Mosè in Egitto, da Pitagora in Grecia.

Secondo tale dottrina Dio è frammentato nella molteplicità degli uomini e attraverso la loro sofferenza si sacrifica, muore e rinasce come figlio dell'Uomo.

L'uomo perfetto, il pensiero nella mente di Dio, creato a sua immagine e somiglianza, dimora nascosto nelle profondità dell'essere, in attesa di essere risvegliato dallo Spirito.

In alcune epoche, quando occorre sollevare e innalzare l'umanità, la saggezza e l'amore si rivelano attraverso un prescelto e la divinità si rende manifesta e presente in lui.

Il Figlio dell'Uomo diviene Figlio di Dio e suo Verbo Vivente.

Gesù trascorse diversi anni presso gli Esseni, aderì alle loro pratiche e discipline, e poco a poco, attraverso le iniziazioni e gli insegnamenti, le rivelazioni dei profeti fecero scaturire in lui la terribile e sublime domanda: sono io forse il Messia? Ed è qui che comincia la narrazione del vangelo, l'incontro con il Battista, la ricerca della verità, la progressiva rivelazione del suo compito, la nuova iniziazione attraverso il Battesimo, le guarigioni, i miracoli e il discorso della montagna: la nuova legge.

 

L'Insegnamento

"E Gesù percorreva tutta la Galilea insegnando nelle Sinagoghe, annunciando la buona novella (in greco Eu-ànghelos, cioè Vangelo) del regno e guarendo ogni malattia e ogni infermità in mezzo al popolo. Gli furono portati tutti gli ammalati di varie malattie e tormenti, gli indemoniati, gli epilettici, i paralitici. Li guarì." (Matteo,4,23).

Il messaggio di Gesù venne a conoscenza dei suoi contemporanei attraverso la sua stessa voce.

Come si usava allora nelle scuole giudaiche e come si usa tuttora presso i musulmani, l'insegnamento religioso veniva impartito dal maestro esclusivamente a voce e doveva essere mandato rigorosamente a memoria dai discepoli.

Ai piedi di un rabbi (maestro) un discepolo doveva per anni imparare la sacra tradizione per poi trasmetterla immutata ai futuri discepoli.

Gesù nelle fonti è chiamato spessissimo rabbi sia dai discepoli che dagli estranei e perfino dagli avversari ciò significa che aveva una tradizione sacra da trasmettere ad alunni che istruiva personalmente.

La grande innovazione del Cristo fu quella di aver annunciato che il Regno dei Cieli è venuto, è qui in terra, che non basta aspirare a una vita nell'al di là ma occorre operare con l'amore per realizzarla prima di tutto in noi stessi e nell'umanità.

Guariva gli ammalati con l'imposizione delle mani e insegnava che la preghiera e il digiuno vincono ogni demone, dai suoi fedeli non esigeva né giuramenti né professione di fede, solo che l'amassero e credessero in lui.

Mise in pratica la comunione dei beni come principio di fraternità realizzando nel suo piccolo gruppo quel regno del cielo che voleva fondare sulla terra.

Nel Discorso della montagna infrange la legge della penitenza, del martirio, della sofferenza, invitando gli uomini alla felicità "Gioite ed Esultate!" Egli ripeterà più volte, affermando le quattro virtù dolorose (umiltà, compassione, bontà, fame e sete di giustizia) e le virtù attive (misericordia, purezza di intenti, bontà militante, sacrificio per la giustizia).

Il regno si schiude nell'intimo del cuore di tutti gli uomini, non nelle forme esteriori e nell'osservazione di rigidi precetti.

Alle masse oppresse e soggiogate dalle Leggi Mosaiche, dal potere degli Scribi, dei Farisei, dei Sommi Sacerdoti egli rivela: "Il regno dei Cieli è dentro di voi!".

Gesù non esita a trasgredire i precetti e le disposizioni giudaiche.

Ciò che per lui conta è la volontà di Dio, non quella degli uomini, ed è secondo tale principio che Gesù misura e valuta la Legge.

Quando lo criticano perché predica di sabato, egli risponde: "E' il sabato a essere stato creato per l'uomo e non l'uomo per il sabato".

E con l'asserzione che nulla di esterno all'uomo può contaminarlo, Egli annulla tutta la legislazione del Vecchio testamento in materia di alimenti, abiti e riti di purificazione.

Ma la rivoluzione del Cristo è soprattutto l'annuncio di un nuovo atteggiamento di Dio verso gli uomini: Dio è buono e misericordioso, fa sorgere il sole sui malvagi come sui giusti, pubblicani e meretrici arrivano a Lui prima di chi è ipocritamente buono e pio.

Gesù Cristo, in assoluta opposizione con le tradizioni rabbiniche, predica che all'odio per i nemici deve subentrare l'amore, che come Dio perdona anche gli uomini devono perdonarsi a vicenda.

Si deve amare il prossimo come se stessi e la misura dell'amore è totale: Amatevi come Io vi ho amato, amatevi come Dio vi ama.

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