Colombo e la scoperta della Clitoride

  Tutto il legno del mondo non sazia il fuoco
Tutta l'acqua dei fiumi non sazia l'oceano
Il mondo intero dei viventi non sazia la morte
Né possono tutti gli uomini saziare le belle dagli occhi affascinanti

Il Kamasutra

 

Alla metà del XVI secolo un professore di anatomia veneziano di nome Matteo Realdo Colombo incappò in una misteriosa protuberanza tra le gambe di una paziente, di nome Inès de Torremolinos, protuberanza che, se veniva toccata delicatamente, aumentava di dimensioni e produceva nella donna strani spasimi nervosi.

Dopo aver esaminato decine di altre donne, Colombo riferì con orgoglio al preside della Facoltà di Medicina la scoperta della clitoride.

Come narrato nel libro di Jonathan Margolis in O:storia intima dell'orgasmo il professore fu ricompensato di lì a pochi giorni con l'arresto e fu messo sotto processo con l'accusa di eresia, blasfemia, stregoneria e satanismo e i suoi manoscritti furono confiscati.

Con l'avvento della Santa Inquisizione, qualche decennio più tardi, il clitoride fu soprannominato “il capezzolo del diavolo” e se una donna o una ragazza fosse stata scoperta ad averne uno insolitamente grande, questo era sufficiente per farla condannare al rogo come strega.

 

Nella sola Londra ci sono 80.000 prostitute, dai 9 ai 75 anni;
che altro sono, queste, se non sacrifici offerti sull'altare della monogamia?

Arthur Schopenhauer

 

Le Sphynx, Parigi 1930

 Le Sphynx, Parigi 1930

 

Sembrano passati centinaia di anni dall'orrore dell'Inquisizione, eppure, prima ancora della guerra alla droga, al terrorismo, o al cancro, molte delle risorse della nostra opulenta società patriarcale post-agricola sono investite nella guerra alla libertà e al desiderio sessuale, in particolare a quello femminile.

E' una guerra che dura da migliaia di anni ed è forse la madre di tutte le guerre, e non può neppure essere vinta, perché il nemico dichiarato è una forza della natura, è come combattere la legge di gravità, o i cicli lunari o lo scorrere del tempo.

La psichiatra Mary Jane Sherfey scrive: “la forza di un impulso determina la mobilitazione delle risorse necessarie per sopprimerlo”, che cosa potremmo fare allora di tutta la forza impegnata da parte delle istituzioni sociali, politiche e religiose nella soppressione della libido, sia maschile che femminile?

Ed è ancora una volta la donna a sostenere i costi più elevati di questo assurdo conflitto e a dover reprimere la naturale tendenza verso una sessualità libera e soddisfacente.

Quelle poche donne che hanno avuto il coraggio di rinunciare alla schiavitù del decoro e della pudicizia socialmente imposte sono state e sono tutt'oggi umiliate, insultate, abbandonate, picchiate e uccise dai loro compagni, separate dai loro figli, bandite, bruciate come streghe, patologizzate come isteriche, sepolte fino al collo nella sabbia del deserto e lapidate.

Loro e i loro figli – quei “figli e figlie di puttana” - sono ancora sacrificati agli dei perversi e capricciosi dell'ignoranza, della vergogna e della paura.

Nel trattato Psychopatia Sexualis pubblicato nel 1886 il neurologo tedesco Von Krafft-Ebing dichiara: “Se la donna è normalmente sviluppata mentalmente e bene educata, il suo desiderio sessuale è scarso. Se così non fosse il mondo intero diventerebbe un bordello e il matrimonio e la famiglia impossibili!

 

isteria femminile

 Scienziati dell'800 esaminano isteria femminile

 

L'isteria è stata una delle prime malattie descritte in termini formali: Ippocrate ne parlava già nel IV secolo a.C. e si può ritrovare in qualunque trattato medico scritto dal medioevo fino al 1952, quando venne finalmente rimossa dalle liste delle patologie mediche scientificamente riconosciute.

Quali sono i sintomi di questa presunta patologia? Ansia, insonnia, irritabilità, nervosismo, sbalzi improvvisi di umore, pesantezza all'addome, edema, ritenzione idrica, stipsi...oggi i sessuologi attribuiscono questi sintomi alla frustrazione sessuale e all'eccitazione cronica…

Nel 1850 il New Orleans Medical Journal dichiarava: “Nè la peste, né la guerra, né il vaiolo né una folla di mali simili hanno provocato esiti più disastrosi per l'umanità che il vizio della masturbazione: essa è l'elemento di distruzione della società civile

Nel 1858 il ginecologo britannico Isaac Baker Brown, presidente della Società Medica di Londra suggerì che la maggior parte delle patologie femminili fosse attribuibile alla masturbazione femminile, e fra queste l'isteria, l'epilessia, l'idiozia e la ninfomania.

Baker Brown sosteneva che il modo migliore per prevenire questa spirale fatale che poteva portare fino alla morte fosse la rimozione chirurgica della clitoride, pratica utilizzata per buona parte del XX secolo.

 

 dildo

 

Vi proponiamo alcuni stralci dal libro Tecnologia dell'orgasmo di Rachel Maines

Ecco un piccolo test: questi sono i cinque apparecchi elettrici più acquistati negli Stati Uniti dai consumatori donne nella vendita diretta

  1. Macchina da cucire
  2. Aspirapolvere
  3. Bollitore
  4. Tostapane
  5. ?

Crediamo che tutti abbiate indovinato. Proprio così. Il primo vibratore per uso domestico fu brevettato nel 1902, e divenne rapidamente il quinto apparecchio più venduto tra gli elettrodomestici.

La tecnologia ha prodotto orgasmi in serie per le donne cui erano negati nelle loro vite “ordinate e caste” e prive di sesso e furono proprio i medici ad inventare questi aggeggi per curare gli “accessi isterici” e provocare “parossismi nervosi” senza farsi venire crampi al metacarpo...

Secondo Rachel Maines il trattamento medico per donne sessualmente insoddisfatte non è una aberrazione isolata confinata alla storia antica, bensì uno dei tanti risvolti di una crociata volta a patologizzare le esigenze della libido femminile, libido di cui gli esperti hanno a lungo negato o impedito l'esistenza.

Il trattato The Health and Diseases of Women (Salute e malattie delle donne) pubblicato nel 1873 stimava che il 75% delle donne americane necessitasse di questi trattamenti, che costituivano il più ampio mercato nel campo dei servizi terapeutici.

Insomma, dai tempi di Ippocrate fino a buona parte del XX secolo, le pazienti affette da isteria venivano regolarmente “trattate” fino a raggiungere l'orgasmo...prego si accomodi, il dottore sarà subito da lei...pazienti ideali, tra l'altro, non morivano, non guarivano, ma anzi continuavano a chiedere ulteriori sedute...

Articolo ampiamente tratto dal libro In principio era il sesso  di Christopher Ryan e Cacilda Jethà 

A cura di Umberto Carmignani

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