I Mali del Mondo: le Malattie

Dopo la Fame e la Guerra, un’altra grande fonte di sofferenza per l’umanità (e forse la più grande) sono le malattie: la stima della “malattia” come fenomeno a livello mondiale molto probabilmente è impossibile da tradurre in cifre, dal momento che uno stato di sofferenza fisica o psichica può manifestarsi a diversi livelli di intensità, o può trovarsi in diversi stadi di evoluzione oppure conduce a esiti diversi in tempi diversi.

Per avere dei riferimenti numerici che ci aiutano a comprendere la stato di salute nel mondo faremo quindi riferimento alle statistiche che riguardato i decessi causati dalle malattie, e i numeri sono impressionanti: nel 2012 (secondo i dati dell’OMS) sono morte quasi 56 milioni di persone nel mondo, più di 12 milioni (il 23%) a causa di malattie infettive, quasi 38 milioni (il 68%) a causa di malattie non trasmissibili, quasi 6 milioni (il 9%) per traumi derivanti da incidenti.

All’interno di queste grandi cifre, la maggior parte dei decessi riguarda persone sopra i 60 anni (il 60%, più di 33 milioni di persone, 16 ogni minuto), mentre sono 11,5 milioni le morti tra gli adulti in età tra i 30-60 (quasi il 21%, 11 ogni minuto), più di 4 milioni quelle tra i ragazzi dai 5 ai 30 anni (quasi l’8%, quasi 3 ogni minuto), 6,5 milioni (quasi il 12% del totale, 5 ogni minuto) tra i bambini sotto i 5 anni.

Per renderci conto di queste cifre, pensiamo a 1000 persone che conosciamo, 1000 amici, 1000 contatti di Facebook, 1000 abitanti del nostro quartiere: bene, di questi 1000 - statisticamente - ne moriranno 9 entro un anno, 1 per incidente (stradale, domestico o un crimine), 2 per malattie infettive o contagiose, 6 per malattie non trasmissibili, ma “spontanee”.

 

i mali del mondo: le malattie

 

Andando a vedere meglio i numeri, il dato più significativo è che la principale causa di mortalità nel mondo sono le malattie cardiache, che nel 2012 sono costate la vita a più di 17 milioni di persone, più del 30% del totale (quasi 1 morto su 3, 2.000 morti all’ora, 1 ogni 2 secondi), principalmente per ischemia miocardica e infarto: non è superfluo sottolineare come questa causa di morte sia presente soprattutto nei paesi occidentali, e sia dovuta principalmente al sovrappeso o obesità, unitamente all’inquinamento e allo stress.

Le altre cause di morte tra le malattie non trasmissibili sono i tumori, che nel 2012 hanno portato alla morte di più di 8 milioni di persone (e principalmente cancro ai polmoni, stomaco, fegato, colon e seno), più di 4 milioni sono le morti legate a malattie del sistema respiratorio, più di 1 milione i morti di cirrosi epatica, quasi 900.000 per malattie ai reni, quasi 1 milione e mezzo per diabete mellito, altrettanti per malattie degenerative del sistema nervoso (700.000 i morti per il Morbo di Alzheimer).

Dall’altra parte le malattie infettive/contagiose, responsabili della morte di più di 12 milioni di persone nel 2012 riguardano soprattutto i paesi del Terzo Mondo: più di 3 milioni sono i decessi dovuti alle infezioni delle vie respiratorie, 1 milione e mezzo sono i morti in seguito a diarrea  (di cui più di 600.000 sono bambini sotto i 5 anni, più di 1 al minuto!), altrettanti sono dovuti all’AIDS (di cui 100.000, 3 al giorno, sono bambini sotto i 5 anni), più di 2 milioni di bambini muoiono per complicazioni del parto, e più di 600.000 persone sono morte a causa della malaria.

Non trascurabile il numero dei morti per cause incidentali, principalmente per incidenti stradali (più di 1 milione 200 mila morti nel 2012, 1 ogni 25 secondi), seguiti dai suicidi (più di 800.000, 1 ogni 40 secondi), da cadute (quasi 700.000) e da altre forma di violenza interpersonale (più di 500.000 morti per atti intenzionali di violenza); delle guerre abbiamo già detto in un’altra newsletter, e probabilmente il conteggio delle vittime dei conflitti è escluso da questo totale.

 

i mali del mondo: le malattie

 

In tutto questo, il mercato farmaceutico mondiale nel corso degli ultimi 10 anni è raddoppiato e nel 2014 le vendite di farmaci nel mondo hanno superato i 1000 miliardi di dollari; la maggior parte di questo fatturato è da imputare alla spesa delle amministrazioni pubbliche per la sanità, e il forte incremento riguarda i cosiddetti paesi pharmerging (principalmente Cina, Russia, India, Brasile, Turchia e Messico).

Nel mondo la spesa complessiva per i farmaci oncologici - inclusi i trattamenti terapeutici e le cure di supporto - ha raggiunto la soglia di 100 miliardi dollari nel 2014, e gli Stati Uniti ne sono il principale fruitore, con una quota che supera il 40% del mercato, mentre l’incremento maggiore dal 2013 al 2014 (un aumento del 67%) si è registrato nel Regno Unito.

Per quel che riguarda l’Italia, negli ultimi anni sono stati investiti nel sistema sanitario nazionale una media di 110 miliardi di euro all’anno, pari a più di 1.800 € pro-capite, di cui 270 € sono stati spesi in farmaci dal sistema sanitario pubblico, a cui ciascuna delle 25 milioni di famiglie italiane ha aggiunto una media di 70€ all’anno nell’acquisto di farmaci. (dati Istat - link)

Un dato significativo che emerge dal rapporto Osservasalute 2014 riguarda l’uso di farmaci antidepressivi nel nostro paese:  il numero medio di dosi di farmaco consumate giornalmente ogni 1000 abitanti è in crescita costante dal 2001, e se nel 2012 aveva raggiunto la quota di 37 dosi giornaliere, nel 2013 si è registrato un balzo in avanti  a 39 dosi giornaliere: vale a dire che in media quasi 4 persone su 100 ricorrono a farmaci antidepressivi (soprattutto in Toscana, Liguria e nella provincia autonoma di Bolzano).

 

i mali del mondo: le malattie

 

Secondo un recente rapporto dell’Istat (link), ogni famiglia italiana nel 2014 ha speso una media di 110€ al mese per medicinali e prestazioni sanitarie, portando la spesa annua a più di 1300 € (su un reddito medio che non raggiunge i 30.000 € all’anno per ciascuna famiglia), aggiungendo quindi altri 33 miliardi di euro alla spesa pubblica.

Come dicevamo, il problema è complesso, e potremmo evidenziare diversi livelli di profondità di questo Male del Mondo: in primo luogo sicuramente è un “male” la malattia in sé, il fatto che l’essere umano soffra e muoia, e che le cause siano esterne (inquinamento, agenti patogeni, condizioni socio-culturali o climatiche) o interne (processi psicosomatici degenerativi dell’organismo) poco cambia.

Quello che possiamo fare è incrementare i fattori di salute nella nostra vita, a partire dall’alimentazione, dallo stile di vita, dall’attività fisica alla qualità delle relazioni e del lavoro; e certamente un lavoro di consapevolezza, di crescita interiore, di auto-guarigione con le discipline olistiche e bionaturali aumenta notevolmente lo stato di salute, benessere ed energia.

Un secondo livello di problematicità è che la salute delle persone sia diventata un business in mano ad aziende pubbliche e private, e sorge il sospetto che laddove ci sia un interesse economico da mantenere o da incrementare passi in secondo piano il vero senso e scopo della medicina, ovvero la cura della persona, la guarigione psicofisica, il servizio all’umanità; e per chi ha una coscienza evoluta questo aspetto è un’ulteriore motivazione a non delegare a terzi la propria salute, ma a prendersi cura consapevolmente del proprio corpo ascoltandone ogni minimo segnale e sintomo.
 

Articolo a cura di Sundara Simone Bongiovanni

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