Il Culto degli Orishà: Olorùn e Oshalà

Gli esseri umani primitivi, estasiati e smarriti di fronte all’immensità del Cielo e della Terra, spaventati dagli uragani e dai terremoti, attoniti di fronte al mistero della Vita e della Morte, fin dal principio cercarono di dare un Ordine e un Senso all’Universo.

La grandezza di Dio era ed è tanto incommensurabile che la mente umana non era allora e non è neanche oggi in grado di contenerla e comprenderla, ancora oggi non sappiamo da dove ha avuto origine il tutto, e tantomeno come e perché.

Certamente noi moderni conosciamo molte cose, la scienza ha saputo dare risposte a tante domande, conosciamo la Teoria del Big Bang e la fisica quantistica, sappiamo di essere parte di un sistema solare che fa parte di una galassia che fa parte di un universo in espansione che contiene miliardi di altre galassie e che probabilmente fa parte di altri infiniti universi...

Ma quando volgiamo lo sguardo verso un cielo stellato, o gioiamo per una nuova vita, o soffriamo per una perdita improvvisa, le risposte vengono a mancare e la scienza non basta per spiegare l’Amore o per trovare conforto nel dolore.

 

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Quello che possiamo vedere e sentire, allora come oggi, è la stabilità della terra, che ci offre un giaciglio per riposare e frutti di cui possiamo nutrirci, è la luce del sole, che illumina i nostri giorni, è l’acqua dei fiumi che ci disseta, è il fuoco che rischiara il buio della notte.

E così abbiamo imparato ad amare la Vita e celebrarla ringraziando e onorando le Forze della Natura: la Terra, il Cielo, l’Aria, il Mare, il Sole, la Luna, i Fiumi, il Vento, il Fuoco diventano i mille volti dell’Uno, diventano Dei Minori più accessibili e fruibili, a cui chiedere aiuto e sostegno nei momenti di difficoltà.

E sono nate le Storie sulla Creazione del Mondo, si sono composti i Miti e le Leggende, dove ogni popolo e ogni cultura ha saputo trovare una spiegazione magica e spesso soprannaturale e fantastica alle sue Origini.

E così, in quasi tutte le culture antiche troviamo una notte profonda, fatta di vuoto e di freddo, improvvisamente squarciata da un lampo di luce, ed ecco che dalle acque primordiali emerge un Uovo Cosmico, che si rompe dando origine al Cielo e alla Terra, e dall’unione di Cielo e Terra nascono gli esseri umani e tutte le creature…

 

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Olorùn - Olodumarè

 

Nel Candomblè e nell’Umbanda, (vedi Newsletter Agosto 2016) religioni di origine africane trapiantate in Brasile nel periodo della tratta degli schiavi (dal 600 all’800) e sincretizzate con il Cattolicesimo e con la cultura degli Indios, il Dio supremo è chiamato Olorùn, o anche Olodumarè.

Olorùn è considerata la divinità suprema, il suo nome significa, in lingua Yorubà, "Il signore del cielo" (olo="signore" e orun= "cielo"), creò l'universo, fissò il giorno e la notte, ordinò le stagioni e stabilì il destino degli uomini.

Il nome di Olodumarè è formato dalle sillabe Yoruba "olo-odu-ma-ire", ossia Padrone dei Contenitori della Creazione, egli è la sorgente dell’energia vitale, chiamata Ashè, di cui sono partecipi tutti gli esseri viventi.

Olorùn-Olodumarè non si occupa direttamente delle questioni terrene, a causa del fatto che la sua potenza sarebbe troppo grande e potrebbe inavvertitamente distruggere ogni creatura vivente che incontrasse al suo passaggio, per questo ha generato i suoi due figli, Odudùa, la Terra e Oshalà, il Cielo.

 

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Oshalà - Obatalà

 

Chiamato anche Obatalà, Oshalà è la fonte originale di tutta la luce che risplende sulla terra, secondo il mito Egli si unisce con sua sorella Odudùa in un amplesso cosmico che dà origine alla vita.

Oshalà è colui che sta sopra a tutti gli altri Orishà, il suo colore è il bianco, simbolo di purezza e della luce bianca in cui sono presenti tutti gli altri colori,

È la luce del sole che irradia la terra, è il padre e il figlio, congiunti nel mistero dell’unità di tutte le cose, è il principio dell'amore cosmico che permea la materia e le dà vita, è sincretizzato con il Cristo, il colore è il bianco, il giorno è il venerdì.

Oshalà bambino è il Bambino Divino che risplende nel sole del mattino, all’alba, Oshalà giovane è chiamato Oshogyàn, è il mezzogiorno, quando il sole splende alto nel cielo e manifesta tutta la sua energia Cristica, quando il sole tramonta si manifesta Oshalà vecchio, detto Oshalufà.

 

Branco é seu manto
Limpo é seu caminho

Claro é seu amor

Bianca è la sua veste
Puro è il suo cammino
Chiaro è il suo amore

Canto rituale per Oshalà

 

 

Articolo a cura di Akshara Umberto Carmignani

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