Il Femminile Sacro (Seconda Parte)

Nelle civiltà antiche della Grande Madre, oltre alla donna, anche alcuni animali venivano considerati sacri ed espressione di quella stessa Natura considerata sacra, dell'energia della Vita stessa: tra questi importante era la femmina del maiale o del cinghiale, sentita come il vaso/utero da cui era nato il mondo (la stessa simbologia viene attribuita in un secondo momento anche alla mucca), o l'uccello che aveva deposto l'uovo originario del mondo, o il serpente, spesso associato alla ciclicità.

Con l'avvento del patriarcato molti simboli sacri vennero stravolti e demonizzati: la scrofa e la vacca, che prima si consideravano dotate di carica vitale, di forza indomabile e selvaggia, di sessualità indipendente, divennero appellativi dispregiativi (la caduta di Troia da parte di Ulisse e dei Micenei rappresenta la vittoria del patriarcato con l'uso della forza e dell'inganno) e il serpente divenne personificazione stessa del demonio (come si legge nelle prime pagine della Bibbia).

Si diffusero sempre più false credenze e superstizioni riguardo al ciclo mestruale e alla donna mestruata: nel V secolo a.C. Democrito, forse per primo, nel libro delle Antipatie affermò la tossicità del sangue mestruale, leggenda che fu poi raccolta da Plinio e poi da medici arabi. 

“Nulla esiste di più rimarchevole del flusso mensile della donna. Il contatto con esso trasforma il vino in aceto, i campi che ne vengono sfiorati diventano sterili, i semi nei giardini seccano, i frutti cadono dall’albero […] persino il bronzo ed il ferro vengono assaliti dalla ruggine e un odore tremendo satura l’aria” (Plinio il Vecchio, 65 d.C.)

 

Kamakhya divinità femminile - Il femminile sacro - La città della luce

In India vengono lasciate offerte votive a Kamakhya, 
una divinità femminile tantrica e ne vengono celebrate le mestruazioni

 

Nella tradizione ebraico-cristiana per secoli si è fatto riferimento a quanto scritto nel libro del Levitico (Cap. 15,19-30): “La donna che al ricorso mensile ha il suo flusso di sangue, sarà segregata per sette giorni: chiunque la toccherà sarà impuro sino a sera e ciò su cui essa abbia dormito o si sia seduta ne' giorni di quella sua segregazione, sarà impuro; se un uomo si sarà congiunto con lei nel tempo del suo flusso mensile, sarà impuro per sette giorni, ed ogni letto ove dormirà diverrà impuro.”

Il tabù associato al ciclo mestruale si è purtroppo trasmesso fino ai giorni nostri: diverse generazioni di donne sono cresciute nella convinzione di essere più vulnerabili durante il periodo mestruale, per questo deboli e svantaggiate.

Senza considerare le più colorite credenze popolari (secondo le quali la donna mestruata farebbe inacidire il vino, o l’impasto del pane, farebbe impazzire la maionese, non riuscirebbe a montare le uova, o avrebbe il potere di far appassire i fiori al suo tocco), fino a pochi anni fa in Italia una donna non poteva svolgere il mestiere di medico, avvocato e poliziotta perché si reputava che il ciclo avrebbe potuto condizionare la propria capacità di giudizio.

Inoltre, nella moderna cultura dei mass-media, sarà capitato a tutti di vedere le pubblicità in cui “in quei giorni” le donne sono particolarmente sofferenti, nervose e isteriche o devono fare di tutto per non far notare agli altri che hanno il ciclo: il messaggio che viene sottinteso è che ci sia una “normalità” da mantenere, un’apparenza da salvare e non vengono utilizzate parole-tabù come “mestruazione” o “sangue”, il colore rosso stesso è bandito dalla gamma cromatica usata nei cartelloni, spot televisivi e confezioni.

 

Il femminile sacro la città della luce 3

 

Un primo semplice passo per sostituire i pregiudizi ereditati e i condizionamenti più diffusi è diffondere un’informazione corretta: la maggior parte delle ragazze riceve a proposito delle mestruazioni un insegnamento sterile, freddamente clinico e privo di rispetto per il corpo femminile e la sessualità, e raramente viene affrontato l’argomento del legame tra ciclo mestruale, corpo, sessualità e ciclicità della natura.

Quello che non tutti forse sanno è che la donna possiede già fin dalla nascita tutti gli ovuli di cui disporrà poi nel corso della vita: contenuti nei follicoli, vengono portati a maturazione uno alla volta in cicli successivi che durano ciascuno 28 giorni circa, e che iniziano con l’età della pubertà (attorno ai 14 anni) e durano per circa 40 anni, fino alla menopausa.

Il ciclo ovarico (definito “mestruale” per la sua cadenza mensile) prevede 4 fasi (preovulazione, ovulazione, premestruale e mestruale), e in ciascuna di esse il corpo della donna subisce l’influsso degli ormoni che vengono rilasciati per la maturazione dell’ovulo, principalmente il progesterone e l’estrogeno: la mestruazione in senso stretto è lo sfaldamento dell'endometrio dell'utero, e rappresenta la chiusura del ciclo, il "lasciar andare" che lascia lo spazio ad una nuova possibilità di concepimento.

Quello che si esprime nel ciclo mestruale della donna è quindi il flusso della Vita stessa: se l'ovulo portato a maturazione e rilasciato durante l'ovulazione viene fecondato, queste energie vengono espresse creando una nuova vita; in caso contrario l'energia prende forma nella vita della donna in altri modi.

 

Il femmilie sacro la città della luce 4

 

Il potere creativo del femminile e della donna va al di là della procreazione e consiste nel cogliere attraverso l'esperienza del ciclo mestruale il senso della ciclicità ed imparare a fluire con essa: per questo motivo le energie del ciclo non dovrebbero essere represse o controllate, bloccate o limitate, perché questo può portarle a diventare distruttive.

L'energia della Vita deve essere accettata come un flusso che si esprime a suo modo: lasciandosi trasportare con consapevolezza dalla guida della ciclicità mestruale, la donna arriva a quella fase detta menopausa, in cui ha compiuto il proprio percorso di maturazione, ha fatto esperienza del proprio potere creativo, è diventata saggia, ha imparato a essere in armonia e in sintonia con il pulsare dell’universo.  

Possiamo ritrovare ben rappresentato il concetto di questa ciclicità nella Luna, che non a caso è da sempre stata associata alla Donna (così come il Sole è un simbolo maschile) e le fasi lunari influiscono sul pianeta Terra esercitando un chiaro influsso sulle acque, sul mondo animale e vegetale, e su tutto ciò che è associato ai liquidi: Sole e Luna sono il principio maschile e femminile del nostro Macrocosmo, e la loro unione e cooperazione ha prodotto la Vita sul nostro pianeta. 

Ma anche in ognuno di noi, uomini e donne, vi è sia una parte maschile e una femminile, e spesso queste due parti non sono in armonia: incontrare pienamente il Femminile Sacro, il principio creativo della vita, significa ancora una volta ricondurre le separazioni ad unità, ricostituire la ierogamia, il Matrimonio Sacro interiore, l'unione del principio maschile e femminile, al di fuori di ogni conflitto.

 

Articolo a cura di Chiara Brunetti e Sundara Simone Bongiovanni

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