Il Maschile Sacro

A detta di molti osservatori (sociologi, psicologi e antropologi), la nostra attuale società sotto molti aspetti è fortemente sbilanciata a favore del sesso maschile e a svantaggio del sesso femminile: sono principalmente gli uomini a ricoprire cariche politiche, economiche, culturali, medico-scientifiche, sociali, religiose di rilievo.

Questa situazione sembrerebbe una deriva deteriore del Patriarcato: secondo l’"Ipotesi Kurgan" descritta da Marija Gimbutas, le civiltà neolitiche pre-indoeuropee prosperavano in ambienti caldi, fertili e spontaneamente ricchi di cibo, erano principalmente in contatto con la Dea Madre, con il principio femminile di abbondanza, disponibilità, armonia ed erano governate da strutture matriarcali (società gilaniche)

Tali civiltà sono entrate ripetutamente in contatto (attraverso almeno tre grandi ondate migratorie o invasioni) con il popolo indoeuropeo dei Kurgan, che invece proveniva da ambienti molto più ostili, con climi difficili e scarsità di risorse, praticava agricoltura in scala ridotta e pastorizia, domava i cavalli e aveva appreso come lavorare i metalli per produrre armi e utensili.

La civiltà Kurgan praticava il culto degli Dei Padri, guerrieri e conquistatori e la strutturazione della società era maschilista e patriarcale: dall’incontro delle due civiltà nacquero le civiltà indoeuropee, con una chiara predominanza degli elementi tuttavia maschili e patriarcali (forse dovuta anche a cataclismi o cambiamenti climatici che hanno richiesto il prevalere della forza maschile).

 

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Ricostruzione delle migrazioni Kurgan

 

Ricordiamo che nei miti greci molto spesso gli Dei Padri (Zeus, Ade, Poseidone, …) rapivano dee, donne e ragazze, talvolta le stupravano (come nel caso di Marte e Rea Silvia, madre di Romolo e Remo fondatori di Roma) e gli Eroi cantati nelle grandi opere del passato erano principalmente uomini, guerrieri, conquistatori, vincitori di guerre.

In una società e cultura fortemente segnati da un’impronta maschile e patriarcale è facile pensare che tali valori diffusi e condivisi siano emblematici del Maschile: concorrenza e competizione, conquista e guerra, imposizione e prevaricazione, proprietà e dominio, gerarchia e misurazione del valore.

Soprattutto gli uomini di oggi sono portati ad assorbire tali valori, imitando modelli di eccellenza che ostentano ricchezza e potere, carriere e ruoli sociali di prestigio, belle donne, auto e case di lusso (si veda anche il recente successo di Donald Trump nelle elezioni statunitensi: un ricco businessman che ostenta valori patriarcali contro Hillary Clinton, donna e democratica).

In realtà non è detto che le manifestazioni visibili del Maschile corrispondano all’Archetipo del Maschile Sacro, quanto piuttosto ne siano una deriva stereotipata:

  • la Forza e la Razionalità diventano quindi armi e strumenti per ottenere una vittoria o un vantaggio su qualcun altro
  • l’Aggressività segue gli istinti di affermazione delle pulsioni indistinte (non comprendendo se esse dell’Es, primitivo e carnale, dell’Io, logico e consapevole, del Sé Superiore, spirituale e connesso all’Intelligenza collettiva),
  • la Proprietà e il Possesso anziché innescare un processo di Responsabilità alimentano la sete di ricchezza e lo sfruttamento delle risorse.

 

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L'esercito spartano pronto all'attacco nel film 300

 

Andando invece all’origine biologica del Maschile, ritroviamo nello spermatozoo le sue qualità archetipiche più primordiali: esso "deve" uscire dal proprio luogo di origine, avventurarsi in un ambiente diverso, nuovo e difficile o ostile, essere in competizione con altri individui (ma in realtà tutti solidali per ottenere un unico scopo), perseguire fermamente il proprio obiettivo mosso dall’istinto vitale, essere portatore di una Forza, Determinazione, Volontà e Aggressività che permettono alla Vita di riprodursi e continuare ad esistere.

L’Archetipo del Maschile Sacro appartiene sia agli uomini che alle donne, è una componente fondamentale della Vita e della Natura come processo evolutivo collettivo, raccoglie in sé alcune caratteristiche che si sposano necessariamente con il Femminile Sacro presente in ciascun essere vivente e che solo in questa relazione armoniosa, collaborativa, complementare trovano la giusta collocazione e un senso pieno.

Da questo punto di vista ci viene incontro l’Astrologia, che da sempre ci ricorda che all’interno di tutti gli individui coesistono aspetti maschili e femminili, non tanto (o non solo) come polarità opposte, quanto come elementi mescolati in maniera complessa e che possono manifestarsi secondo modalità o in circostanze differenti.

I Pianeti maschili sono principalmente il Sole, Marte e Plutone, i Segni Maschili sono classicamente quelli appartenenti agli elementi Fuoco (Ariete, Leone, Sagittario) e Aria (Gemelli, Bilancia, Acquario), e tutti si collocano in uno schema di Case molto personale: ciascuno di noi è la fusione di ovulo e spermatozoo, Padre e Madre, Maschile e Femminile.

 

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Il viaggio dello spermatozoo verso l'ovulo (©Origins of Life by priteeboy)

 

A tutto questo si aggiunge una componente non secondaria, ovvero i modelli di Maschile appresi direttamente all’interno della propria famiglia di origine: il Padre rappresenta una figura archetipica fondamentale nel veicolare sia i lati positivi del Maschile (generazione e protezione della vita, forza, responsabilità) sia quelli negativi (punizione, violenza, abuso, prevaricazione).

Nel rapporto con il Padre (ma con la Famiglia di origine in generale) viviamo poi lo scontro archetipico per eccellenza, il processo edipico di identificazione e disidentificazione con il genitore per accedere alla propria identità e unicità: soprattutto per gli uomini il Padre diventa il primo alleato ma anche il primo nemico, "l'avversario" che stimola alla crescita e all'utilizzo di tutte le proprie risorse. 

Oltre al Padre va considerato anche il ruolo svolto dai nonni, dai fratelli maggiori, dagli zii a cui aggiungere anche tutte le figure maschili/paterne che possono aver influito sulla propria educazione e crescita (insegnanti, allenatori, istruttori, Maestri), che potrebbero aver influito pesantemente sulla propria esperienza di un energia e di un ruolo maschile.

In buona sostanza, se guardandoci attorno riconosciamo l’esistenza di violenza, competizione, maldicenza, guerre, invasioni, così come se ci guardandoci dentro ritroviamo rabbia e dolore nei confronti degli uomini che ci hanno ferito, comprendiamo quegli aspetti deleteri di un’energia Maschile che invece nel suo aspetto più Sacro è un’energia di vita, di azione, di passione e di scoperta: sta a ciascuno ritrovarla, ricostruirla al proprio interno, per la propria crescita come Uomini e Donne, per metterla a servizio della Vita stessa.

 

Articolo a cura di Sundara Simone Bongiovanni

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