La Ferita dell'Abuso

Un argomento che purtroppo è sempre di attualità è l’abuso, perpetrato soprattutto a danno di donne e bambini: le cronache riportano quotidianamente di episodi di violenza fisica o sessuale, di molestie, di stalking e altri riprovevoli atti, compiuti per lo più da uomini.

Il tema è chiaramente molto delicato e molto complesso, e a poco servono le generalizzazioni o i facili giudizi sommari, nei quali si perdono spesso i mezzi di comunicazione: il rischio che si corre,  in ore ed ore di dibattiti televisivi e in chilometri di articoli, è quello di alimentare dei pregiudizi e schierarsi dietro principi moralistici, senza comprendere la realtà, la gravità e la profondità del processo interiore scatenato da qualsiasi forma di abuso.

Perché la prima cosa da comprendere è che esistono molte e diverse forme di abuso, e tutte hanno un livello di gravità su cui non si può sorvolare: dalla forma più grave di abuso, che è la violenza sessuale ai danni di un bambino o di una bambina da parte di un adulto (e gravissimo se è addirittura un familiare) fino a quelle apparentemente meno violente quali i condizionamenti psicologici, i ricatti affettivi, le imposizioni di carattere religioso o culturale.

E l’altro aspetto fondamentale da comprendere è che ogni forma di violenza e di abuso va a colpire l’Innocente, l’Archetipo della Fiducia, della Gioia, dell’Ottimismo, dell’Energia Vitale che è dentro ognuno di noi: bambini o adulti, tutti abbiamo un Innocente, un Bambino Interiore, da proteggere, da curare e da nutrire, ed è la nostra parte più sensibile, fragile e delicata.

 

abuso

Se ci pensiamo bene, esiste un’informazione naturale e biologica che ha da sempre regolato la Vita e l’evoluzione sul nostro pianeta, la “legge del più forte”, che si manifesta a partire da quella che viene definita “catena alimentare”: ci sono predatori e prede, organismi “più forti” si nutrono di organismi “più deboli”, e si parla di “lotta” per la sopravvivenza in termini di scontro di forze in cui una prevale sull’altra.

Si tratta di un’informazione, di un campo morfogenetico molto profondo e molto subdolo, che facilmente scavalca il livello materiale della sussistenza e si insinua nelle relazioni interpersonali e nella collettività sociale, creando disparità e quindi competizione, oltre a rafforzare il senso di scarsità delle risorse.

Ma l’Innocente, che per definizione è “in-nocente”, cioè non è in grado di nuocere a nessuno, è un Archetipo strutturato in maniera completamente diversa: è pieno di bisogni, soprattutto primari, e non ha la capacità di raggiungere da sé la soddisfazione dei propri bisogni, e per questo chiede e si apre a ricevere, con fiducia, tutto quello che gli può arrivare da un Genitore, da una Madre o da un Padre.

In altre parole, il principio archetipico della sopravvivenza non è quello di “prendere con la forza” quello di cui abbiamo bisogno, ma chiedere con fiducia e ottimismo a un Essere Più Grande e ricevere con gioia e gratitudine, accogliere e sfruttare tutto quello che ci viene dato, godersi l’abbondanza e approfittarne completamente per crescere al meglio e in pienezza.

 

 

Una volta che l’Innocente impara a fidarsi e ricevere, il nostro Io potrà crescere, passare attraverso le fasi dell’Orfano (che sviluppa l’autonomia e l’indipendenza) e del Guerriero (in cui entra in contatto con la propria forza) per giungere all’Angelo Custode, all’età adulta, e diventare a sua volta un genitore, un Essere Più Grande per qualcun altro, a cui dare disinteressatamente.

Per questo motivo ogni forma di abuso e di violenza è gravissima, perché andando a colpire l’Innocente, si rovescia automaticamente su tutti gli altri Archetipi, impedendone o condizionandone lo sviluppo e la funzionalità: se non possiamo fidarci, smettiamo di credere negli altri, nella Vita, smettiamo di ricevere, ci chiudiamo, non abbiamo più modo di crescere e non saremo affatto in grado di dare.

E il punto di vista che ci permette di definire “abuso” e “violenza” è quello dell’Innocente che lo subisce, non certo di chi lo procura: per un bambino piccolo, con un’enorme sensibilità e una grandissima fragilità, quasi tutto può diventare un abuso, un rimprovero, un tono di voce alto, un abbandono, un’esclusione, l’invasione dello spazio vitale, per non parlare delle forme più atroci di violenza fisica e sessuale.

Gli abusi fisici non sono infatti solamente attribuibili alle percosse, più o meno intense, o alle più anacronistiche punizioni corporali: anche ogni limitazione di spazio e di espressione sono abusi, le urla, gli strattoni, ma anche una cattiva alimentazione è una violenza fisica, così come lo possono essere tutte quelle forme di smancerie, di baci, di carezze di cui sono oggetto (e a cui non possono sottrarsi) i bambini.

 

Ancor più terribile la violenza e l’abuso sessuale, soprattutto nei bambini, che non hanno proprio gli strumenti per comprendere e per capire la sessualità; ma anche in una adolescente o in una donna, quella che viene violentata è la parte Innocente, è la Bambina Interiore, invasa fisicamente e psicologicamente nella femminilità, nella capacità di accogliere e fidarsi dell’altro intimamente.

La violenza e l’abuso psicologici riguardano tutte quelle informazioni che vanno a minare l’autostima o a condizionare profondamente il tessuto emotivo e psicologico della persona: i ricatti affettivi, i giudizi (compresi i voti e le valutazioni scolastiche, a volte), le offese, il rifiuti, il disprezzo, le minacce, le prese in giro, il bullismo, il sistema di valori di riferimento socio-culturali a cui si viene educati.

E anche a livello spirituale si possono incontrare gravi e significative forme di abuso e di violenza in un aspetto molto sottile ed estremamente delicato: il nostro Innocente è tanto il corpo quanto l’anima, e non c’è Essere Più Grande che Dio stesso a cui rivolgere la massima fiducia, apertura e preghiera, senza che immagini, icone, dogmi, comandamenti, sacramenti, dottrine, schemi e religioni ci impediscano una autentica esperienza di spiritualità.

Recuperare l’Innocente, comprendere tutte le forme di abuso che ha subito, restituire fiducia, gioia e ottimismo alla nostra Anima, al nostro Bambino Interiore è un primo passo fondamentale in ogni cammino di crescita personale: “Gratuitamente avete ricevuto, gratuitamente date”, dice Gesù, facendo attenzione che si tratta di un’indicazione su “come” dare, e non su “cosa” dare, perché sarebbe terribile se noi rovesciassimo sugli altri, sui nostri figli, sui nostri progetti tutto quello che abbiamo ricevuto, soprattutto di male, di negativo, di doloroso.

  

Articolo a cura di Sundara Simone Bongiovanni

Share this post

Richiedi Informazioni

Letta l’Informativa Privacy fornita dal Titolare della Privacy: Privacy Policy, acconsento che i miei dati vengano utilizzati per ricevere informazioni che ho richiesto tramite questo modulo.
CAPTCHA
Questa domanda è un test per verificare che tu sia un visitatore umano e per impedire inserimenti di spam automatici.
Target Image

La tua e-mail

Ripeti e-mail


 

 
 

lo shop del benessere

vai al sito macrolibrarsi