Sognare e Realizzare un Nuovo Mondo (Seconda Parte)

Sognare e Realizzare un Nuovo Mondo (Seconda Parte)

Per cominciare a cambiare il mondo, occorre cominciare a cambiare la nostra vita, e come diceva il Buddha, “Noi siamo quello che pensiamo”, all’origine di tutto c’è il pensiero: per questo è importante conoscere, comprendere e diffondere le idee e le parole nuove di quest’epoca di cambiamento.

Crescita Personale. Un’umanità in evoluzione non può prescindere dalla felicità dell’individuo, e ciascuno di noi è responsabile della propria felicità, della propria crescita e autorealizzazione, che inizia da un importante riconoscimento del proprio valore e del proprio potere, assieme alla responsabilità della propria vita.

Creazione di Comunità. “Se vuoi andare veloce, vai da solo, se vuoi andare lontano, vai in compagnia”, recita un proverbio africano, e ci ricorda che l’uomo nella sua natura profonda è un “animale sociale”, e i suoi meccanismi di vita e riproduzione sono predisposti per la relazione con gli altri, a cominciare dalla dimensione della coppia, o della famiglia, per allargarsi a nuclei sociali più ampi. 

Servizio al Pianeta. Siamo parte di un sistema più ampio, non ci siamo solo noi, anzi, l’essere umano è l’ultimo arrivato in ordine di tempo sul nostro pianeta: non possiamo fare del nostro progresso un cancro per l’ecosistema, l’impoverimento e lo sfruttamento delle risorse che non ci appartengono.

 

 

Cooperazione: la logica competitiva e impositiva del “power on” che porta a una inevitabile situazione win/lose, o vinci o perdi, va sostituita con il concetto di “power with”, che porta alla condivisione prima di tutto degli obiettivi, dei progetti e dei sogni individuali che –sorprendentemente- molto spesso sono gli stessi o sono molto compatibili tra loro.

Condivisione del tempo, dello spazio, delle risorse: la logica che rende equivalenti proprietà e possesso di un bene va superata a favore di un nuovo concetto di “possesso”, che ha molto più a che vedere con l’utilità, con l’utilizzo e con la responsabilità di quello che mi è stato dato, prestato, affidato (ed è un ragionamento che dovremmo fare con la nostra stessa vita, con il nostro corpo e i nostri talenti!).

Comunicazione Non-violenta, Ascolto Consapevole: le guerre non scompariranno mai, se continuiamo a litigare con il nostro vicino di casa per i più futili motivi, o se all’interno di una relazione di amicizia, o di amore non c’è la capacità di ascolto e di accoglienza dell’altro e dei suoi bisogni, se non si crea lo spazio per l’espressione pacata ma sincera e autentica del proprio punto di vista e dei propri bisogni.

Consenso: il processo decisionale di una società evoluta supera anche il concetto stesso di democrazia, che per molti aspetti corre il rischio di rivelarsi come la “dittatura della maggioranza”; il consenso vuol dire che siamo tutti d’accordo, che la decisione è unanime, che tutti hanno diritto a un’opinione e a esprimere il loro punto di vista, perchè questo permette di vedere la realtà in tutte le sue sfaccettature.

 

 

Transizione, una parola che fa riferimento al movimento delle Transition Town, e si occupa principalmente di trovare nuove fonti di energia che siano più sostenibili, che possano traghettare le nostre città e comunità dall’epoca del petrolio e dal sistema economico che ne deriva verso una sempre maggiore autonomia energetica, alimentare, e funzionale. (Vedi il sito di Transition Italia)

Grande Svolta. Joanna Macy parla di un Movimento Senza Nome, di una moltitudine silenziosa ma che è attiva da tempo e che poco a poco sta facendo cose utili per il pianeta, prendendo iniziative locali apparentemente minime (ripulire un fiume dai rifiuti, impedire l’abbattimento di alberi), ma incisive nel formare una coscienza collettiva e una massa critica che attua una “transizione personale e interiore”. (Leggi l’articolo )

Sostenibilità. È possibile invertire i livelli di inquinamento, di sfruttamento delle risorse, di disuguaglianza economia, sociale, culturale: sono diventati insostenibili, e con il tasso di incremento della popolazione mondiale, se non impariamo a sprecare dimeno e a ottimizzare le risorse, sarà la matematica a condannare l’umanità a fare delle scelte drastiche: permacultura e agricoltura sinergica lavorano in questa direzione. 

Resilienza, che è la capacità di autoripararsi dopo un danno, di resistere alle condizioni avverse, di trovare fattori di protezione e non solo fattori di rischio in condizioni ostili: gli individui resilienti hanno, insomma, trovato in se stessi, nelle relazioni umane, e nei contesti di vita, quegli elementi di forza per superare le avversità. (Per saperne di più)

 

 

La verità è che sono tante, e sono sempre di più, le persone che si impegnano in un percorso di ricerca interiore che risponde alle domande più profonde dell'essere umano: movimenti come il Conacreis raccolgono delle bellissime realtà che proprio qui, in Italia nel 2015, sono impegnate nella pratica e nella diffusione delle discipline olistiche e bionaturali, e portano ogni anno migliaia di persone a incontrare la parte spirituale di sè e a intraprendere un percorso di crescita nella consapevolezza.

Le comunità di vita, formate da persone che hanno deciso di sperimentare e attuare dei nuovi modelli di convivenza, sorgono in continuazione e propongono un modello di vita basato sulla condivisione delle risorse, il sostegno reciproco, il lavoro quotidiano come meditazione e materializzazione dello spirito, il riconoscimento e la celebrazione dei risultati, le decisioni prese con il metodo del consenso. 

Il fenomeno degli ecovillaggi è in continua crescita, e in Italia la RIVE (Rete Italiana Ecovillaggi) di anno in anno vede crescere l'interesse per un ritorno alla terra intelligente e consapevole; e a livello europeo il GEN, Global Ecovillage Network, permette di confrontarsi con diverse modalità di transizione verso l’autosufficienza alimentare ed energetica con una sensibilità ecologica a tutto campo (ecologia ambientale, produttiva, lavorativa ed ecologia delle relazioni e delle emozioni).

Non dimentichiamoci che il vero progresso dell'umanità si misura sulla felicità delle persone: dovremmo sostituire il PIL, il Prodotto Interno Lordo, con il FIL, la Felicità Interna Lorda, perchè forse un progresso che produce una qualità di vita in cui dominano stress, preoccupazioni, paure, ansia per il futuro non può definirsi "progresso", ed è di gran lunga preferibile una sana e consapevole decrescita felice.

 

Articolo a cura di Sundara Simone Bongiovanni

Share this post

Richiedi Informazioni

CAPTCHA
Questa domanda è un test per verificare che tu sia un visitatore umano e per impedire inserimenti di spam automatici.
Target Image

Iscriviti alla Newsletter

La tua e-mail

Ripeti e-mail

 

 
 

lo shop del benessere

vai al sito macrolibrarsi