Vedo, Sento, Parlo

Le parole che non escono restano impigliate nelle trame dei minuti, delle ore, nei capelli lasciati liberi al vento di speranza, alla luce del sole, nelle lacrime che gli occhi inghiottono per paura o per orgoglio. Restano impigliate nei ricordi e diventano fitta selva, e lì, tra fiori e rovi, tra spine e amori, resteranno impigliati anche i desideri e le tentazioni, resteranno imbrigliati i gesti e le intenzioni, resteremo incatenati noi, le nostre mani e i nostri cuori. Le parole che non escono sono ami pericolosi, già arrugginiti, sono armi per suicidi.

Marilena Aiello

La comunicazione non è inseguire le parole giuste per esprimere ciò che si sente, ma esprimere ciò che si sente senza parole.

Fabio Privitera

 

Il processo comunicativo può essere studiato e descritto sotto vari aspetti e da differenti punti di vista, come un passaggio di informazioni tra emittente e ricevente che assolve specifiche funzioni, oppure come lo studio dei processi di codificazione dei segni comunicativi, oppure nella sua qualità di modulazione della relazione interpersonale, nello specifico contesto socio culturale in cui è immersa, oppure in funzione del contenuto veicolato.

Sono comunicazione i processi di trasferimento di messaggi tra persone ma anche, come sostiene P. Watzlavick, ogni forma di relazione tra individui. Verbale o non-verbale il processo comunicativo è stato studiato in più settori e necessita comunque di alcune caratteristiche: la presenza di un emittente (colui che comunica qualcosa); un ricevente (colui al quale è diretta al comunicazione); un oggetto (il messaggio) codificato e con esso la condivisione del codice (dall'emittente e dal ricevente); un canale attraverso cui esprimere il messaggio codificato; un contesto di azione, spedizione e ricezione.

P. Watzlavick sottolinea alcune essenziali caratteristiche: l'impossibilità di non comunicare (poiché anche il non verbale comunica) da cui la distinzione tra contenuto e relazione (entrambi significati espressi mediante il linguaggio), l'importanza della punteggiatura nell'interpretazione dei meta-significati, la distinzione tra comunicazione digitale (solitamente verbale e legata ai contenuti) e analogica (anche non verbale, centrata sulla relazione), la differenza tra interazione complementare (basata sulla differenza) e simmetrica (basata sull'uguaglianza).

 

 

La comunicazione corporea è la capacità del corpo di veicolare messaggi e di relazionarsi con gli altri senza fare necessariamente uso di comunicazione verbale: verte sul tono, l'atteggiamento, la gestualità e il contesto in rapporto alle situazioni; atteggiamenti, posizioni, espressioni del viso e del corpo, esprimono pensieri, emozioni, sensazioni e sono connessi alla prossemica dello spazio fornendo ipotesi interpretative sul ruolo dell'altro e sul proprio, stare a una certa distanza da un'altra persona, toccarsi i capelli o il naso, assumere diverse posture sono il segnale del confine fra noi e gli altri.

La comunicazione umana è generalmente definita dalle teorie classiche come uno scambio di informazioni tra le persone, tuttavia con riferimento alla Teoria dei Sistemi possiamo altresì definirla come l’insieme delle relazioni che intercorrono e che si sviluppano tra gli individui e tra questi ultimi e il loro ambiente naturale, all’interno di un qualsiasi sistema interpersonale (come una coppia, una famiglia, un gruppo di lavoro, una diade terapeuta-paziente), ogni persona influenza le altre con il proprio comportamento ed è parimenti influenzata dal comportamento altrui.

La stabilità e il cambiamento inerenti al sistema sono determinati da circuiti di retroazione (feed-back): l’informazione in ingresso può venire amplificata (è il caso della retroazione positiva) e provocare un cambiamento nel sistema, oppure può venire neutralizzata (e allora si parla di retroazione negativa) e mantenere la stabilità dello stesso.

I sistemi interpersonali caratterizzati da un tipo di comunicazione patologica, vedi il caso delle famiglie con un membro schizofrenico, sono di solito estremamente stabili, quasi cristallizzati; il ruolo e l’esistenza del paziente sono indispensabili per la stabilità del sistema familiare, che reagirà con un loop di retroazioni negative in risposta a qualsiasi tentativo di cambiamento della sua organizzazione (omeostasi del sistema familiare).

 

È impossibile non comunicare: qualsiasi comportamento, in situazione di interazione tra persone, è una forma di comunicazione. Di conseguenza, quale che sia l'atteggiamento assunto da un qualsivoglia individuo (poiché non esiste un non-comportamento), questo diventa immediatamente portatore di significato per gli altri: ha dunque valore di messaggio. Anche i silenzi, l’indifferenza, la passività e l’inattività sono forme di comunicazione al pari delle altre, poiché portano con sé un significato e soprattutto un messaggio al quale gli altri partecipanti all’interazione non possono non rispondere.

Ad esempio, non è difficile che due estranei che si trovino per caso dentro lo stesso ascensore si ignorino totalmente e, apparentemente, non comunichino; in realtà tale indifferenza reciproca costituisce uno scambio di comunicazione nella stessa misura in cui può lo è un’animata discussione.

Non è necessario, inoltre, che all’interno di un’interazione tra persone si verifichi la comprensione reciproca perché possiamo definire comunicazione i loro comportamenti reciproci; riguardo a questo aspetto si può parlare di comunicazione intenzionale o non-intenzionale, consapevole o inconsapevole, efficace o inefficace. Ogni relazione può venire distorta dalla presenza di disturbi della comunicazione e portare allo sviluppo di patologie strettamente correlate ad essa.

Ogni comunicazione comporta di fatto un aspetto di metacomunicazione che determina la relazione tra i comunicanti: un individuo che proferisce un ordine esprime, oltre al contenuto anche la relazione che intercorre tra chi comunica e chi è oggetto della comunicazione, nel caso particolare quella di superiore/subordinato.

 

 

Bateson definisce due aspetti caratteristici di ogni comunicazione umana: uno di notizia e uno di comando; in sostanza si parla di un aspetto di contenuto del messaggio e di un aspetto di relazione dello stesso. In altre parole, ogni comunicazione, oltre a trasmettere informazione, implica un impegno tra i comunicanti e definisce la natura della loro relazione.

Il ricevente accoglie un messaggio che possiamo considerare oggettivo per quanto riguarda l’informazione trasmessa, ma che contiene anche un aspetto meta-comunicativo che definisce un modello che rientra in un’ampia gamma di possibili relazioni differenti tra i due comunicanti.

Gli scambi comunicativi “patologici” sono caratterizzati da una lotta costante per definire i rispettivi ruoli e la natura della relazione, mentre l’informazione trasmessa dai comunicanti passa nettamente in secondo piano (anche se questi ultimi sono inconsapevoli di ciò).

Con la definizione della relazione tra i due comunicanti, questi definiscono implicitamente sé stessi: una delle funzioni della comunicazione consiste nel fornire ai comunicanti una conferma o un rifiuto del proprio Sé; attraverso la metacomunicazione si sviluppa dunque la consapevolezza del Sé, la coscienza degli individui coinvolti nell’interazione.

Per esplorare questi e molti altri aspetti della comunicazione vi ricordiamo il Seminario di Comunicazione ed Espressione Artistica condotto da Akshara Umberto Carmignani e Nayaka Giacomo Magi.

Invitiamo altresì tutti coloro che parteciperanno a portare strumenti musicali, testi teatrali, brani tratti da film, poesie, canzoni che potranno essere utili per condurre esercizi fisici e vocali e costruire insieme un evento spettacolo al termine del corso.

 

Articolo a cura di Akshara Umberto Carmignani tratto da
 

L. BARBAGLI, V. MASINI, E. MAZZONI, Dizionario Essenziale di Counseling, ed. Prevenire è Possibile, Cerbara (PG), 2006.

DISPENSE DI PSICOLOGIA DELLA COMUNICAZIONE A cura del Prof. Vincenzo Masini e del Dott. Lorenzo Barbagli

P. WATZLAVICK, J. H. BEAVIN, DON D. JACKSON, Pragmatica della comunicazione umana, Astrolabio, Roma, 1971.

U. VOLLI, Il Libro della Comunicazione, Il Saggiatore, Milano, 1994.

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