L’autopoiesi

Ad oggi non esiste una definizione della vita chiara ed accettata unanimamente.

La biologia riconosce alla vita le seguenti proprietà:

  1. Organizzazione
  2. Metabolismo capace di autoregolarsi e autoconservarsi
  3. Adattamento ai cambiamenti ambientali
  4. Crescita e sviluppo
  5. Movimento
  6. Capacità di rispondere agli stimoli
  7. Riproduzione
  8. Comunicazione ed informazione
  9. Flusso di energia

Humberto Marturana e francisco Varela hanno lungamente indagato su quali sono le caratteristiche fondamentali dei sistemi viventi.

Autopoiesi è stata da loro definita come la funzione dei sistemi autonomi, regolati dall'interno, tendenti ad una interna coerenza per il migliore adattamento all'ambiente, mediante azioni di autocreazione.

Caratteristica fondamentale dell’autopoiesi e della vita è il concetto di ciclo: la vita viene intesa come un continuo fluire di qualcosa attraverso un sistema organizzato e ben definito, un ciclo che si autoregola, chiamato anche feedback negativo.

Anche le relazioni sono cicli.

In generale la vita viene identificata come un fluire.

La caratteristica fondamentale dei sistemi viventi è il fatto di possedere una struttura organizzata, capace di mantenere e rigenerare nel tempo la propria unità e la propria autonomia rispetto alle continue variazioni dell'ambiente circostante, tramite la creazione delle proprie parti costituenti, che a loro volta contribuiscono alla generazione dell'intero sistema.

I sistemi viventi mantengono se stessi grazie alla produzione di propri sottosistemi, che producono a loro volta l'organizzazione della struttura globale necessaria per mantenerli e produrli.

Sistemi autopoietici sono gli organismi, le comunità di insetti sociali (api, formiche), il sistema nervoso, quello immunitario, la Terra (Gaia), la cognizione, l'amore e la coscienza veri e propri fenomeni biologici.

Un sistema, inteso come un qualsiasi insieme definibile di componenti, ha un’organizzazione, costituita dalle relazioni che definiscono il sistema come una unità e ne determinano la dinamica in quanto unità. Se questa organizzazione viene mantenuta costante attraverso una rete di processi, allora il sistema è detto autopoietico.

L’autopoiesi è dunque il mantenimento omeostatico dell’organizzazione, inteso sia come mantenimento dell’organizzazione in sé nel corso del tempo, sia come compensazione di perturbazioni esterne.

Non è più possibile separare la vita mentale, la vita della coscienza, la vita del linguaggio, la vita sociale dalla coscienza.

La coscienza è l’elemento centrale, non risiede nel cervello o in una parte specifica del corpo, ma è un'emergenza che richiede l'esistenza dei cicli con il corpo, con il mondo e con gli altri.

La sincronicità

La sincronicità (syn = con e chronos = tempo) è un elemento essenziale nella comprensione dei processi simultanei sia psichici (telepatia) che fisici (non località).

In Ocidente venne proposta scientificamente dal Nobel della fisica Wolfgang Pauli e dallo psicologo Carl Gustav Jung, anche se in Oriente questo concetto è insito nella filosofia e nella cultura da millenni (basti pensare ai Ching).

Questa legge fondamentale, che considera l'esistenza come un Tutto interconnesso e legato dal "senso", rappresenta l'altra polarità rispetto a quella di causa-effetto, per cui ogni evento è in qualche modo connesso dal significato a tutto il resto dell'esistenza.

Schopenhauer, parlando di armonia e connessione nella vita di ogni individuo, sostiene che la causalità è soltanto uno dei principi che governa il mondo.

Secondo Jung "...soltanto la radicata convinzione dell’onnipotenza della causalità crea difficoltà alla comprensione e fa apparire impensabile che possano verificarsi eventi privi di causa...."

Ma tali eventi esistono (anche se, perlopiù, distratti come siamo e non abituati a vederli ed a leggerli, non ci facciamo caso e li trascuriamo) e sembrano assomigliare a degli ordinamenti, "atti creativi" che fanno parte di un universo complesso e misterioso in continua creazione ed evoluzione.

La conoscenza è polare, non esiste solamente quella razionale della mente, legata al polo causale, ma c’è anche una conoscenza intuitiva, legata al polo sincronico.

Tutti i fenomeni che noi chiamiamo coincidenze sono legati alla sincronicità; quando facciamo un lavoro su noi stessi ci accorgiamo che le “coincidenze” nella nostra vita sono moltissime e che, sapendo leggerle, siamo in grado di meglio gestire la nostra vita.

Il campo morfogenetico

La teoria del campo morfogenetico proposta dal biologo Rupert Sheldrake sostiene il principio di conservazione dell'informazione legata alla forma della materia chimica come degli esseri viventi o delle idee; questa forma, o campo morfico, può essere trasmessa e ricevuta da altri campi (esseri viventi) simili.

La teoria presuppone una dimensione in cui l'informazione legata ad una specifica forma esiste anche quando il corpo fisico scompare, ad esempio una rosa che viene bruciata mantiene il suo campo morfico in una dimensione parallela, da dove può influenzare nuovamente la nostra realtà fisica.

Le conseguenze di questa teoria sono un superamento dello spazio, del tempo ed anche della realtà fisica come la percepiamo ed intendiamo noi.

Questa teoria è stata provata con una serie di esperimenti in diverse parti del mondo ed in differenti modi.

La neuropsicoendocrinoimmunologia

Le endorfine e i neurotrasmettitori scoperti da Candace Pert cancellano la vecchia divisione mente-corpo per un nuovo modello psicosomatico globale.

Da queste scoperte nasce la neuropsicoendocrinoimmunologia.

La Pert parla di avanzati modelli olistici, di "unità psicosomatica", di "reti di informazioni", di corpo intelligente e di sopravvivenza della coscienza secondo la legge di conservazione dell'energia.

La biologia e la medicina dei prossimi anni saranno sempre più olistiche e non avrà più senso parlare di medicina e di guarigione a sé stanti, la medicina stessa dovrà essere integrata all’interno di una visione globale della vita, che verrà meglio definita nei capitoli successivi.

Le strutture dissipative

Le strutture dissipative e le nuove formulazioni dei principi di termodinamica lontano dall'equilibrio di Ilya Prigogine, Nobel per la chimica, che nel libro “La nuova alleanza” presenta una rivoluzionaria interpretazione del principio di entropia, ribaltando la vecchia visione meccanicista che la considerava una legge orientata necessariamente alla disgregazione e al caos, e mostrando invece come nei sistemi lontani dall'equilibrio, chiamati strutture dissipative (come i sistemi viventi e la Terra), la stessa legge porta ordine e unità.

In caso contrario la vita, che è una forma di organizzazione, sarebbe incompatibile con la seconda legge della termodinamica, almeno a livello superiore.

La co-evoluzione

La coevoluzione proposta da Eric Jantsch che, basandosi sulle teorie di Ilya Prigogine, porta una nuova interpretazione dell'intero processo di evoluzione, visto non più come sistema casuale di crescita, ma come sistema intelligente e ordinato di individui che crescono grazie alla auto-trascendenza, intesa come capacità di trasformare se stessi oltre i propri limiti attuali, e alla coevoluzione.

La Coevoluzione è il superamento del concetto di competizione individuale evolutiva, come lotta per la sopravvivenza di ogni singolo essere contro tutto e tutti.

Nella coevoluzione si pone in risalto l’elevatissima coerenza e cooperazione che si instaura tra individui della stessa specie ed anche di specie diverse come logica di migliore evoluzione collettiva.

La coevoluzione prevede una forte consapevolezza del mondo materiale come illusione, dell’unicità delle coscienze ed una grossa responsabilità individuale.

Evoluzione

Tutti pensiamo di conoscere il significato della parola evoluzione.

Ma proviamo a definirla con maggiore chiarezza.

Etimologicamente deriva dal latino e significa rotolare, volgere.

Il che ci dà una prima indicazione.

Sicuramente evoluzione indica movimento.

Evoluzione = Movimento.

Movimento circolare, cioè energia. Tutta l’energia deriva da un movimento circolare: turbine idrauliche, a gas, eoliche, campi elettromagnetici, dinamo, chakras, cicloni.

Evoluzione = Movimento ed energia.

Il movimento può essere veloce o lento, può cambiare direzione o tornare indietro.

Evoluzione = Movimento ed energia che può anche tornare indietro.

Se sto cercando una strada provo una direzione, se è sbagliata torno indietro: sto evolvendo.

Ma torno indietro con qualcosa in più: l’esperienza, la conoscenza.

Evoluzione = Movimento, energia, conoscenza.

Il movimento può anche fermarsi? Può fermarsi.

Se devo fare un passaggio difficile mi fermo e mi preparo: acquisto energia o conoscenza.

Sono consapevole dei miei limiti.

Mi ascolto.

Poi riparto.

E’ un arresto che contiene in sé la ripartenza.

Quando sono fermo ed aumento l’energia o la conoscenza sto evolvendo.

Evoluzione = Movimento, energia, conoscenza, consapevolezza.

Dopo il giorno viene la sera.

Dopo un’esperienza mi devo fermare per integrarla.

Evoluzione = Movimento, energia, conoscenza, consapevolezza, integrazione.

Ma questo movimento è casuale o è guidato da uno scopo, da un progetto, da un fine?

Qui la risposta non è facile.

Per alcuni l’evoluzione biologica avviene casualmente, per altri è guidata, da Dio, dall’Universo, da un fine.

Un’evoluzione casuale difficilmente spiegherebbe come una cellula possa funzionare in maniera così perfetta e come 75.000 miliardi di cellule possano unirsi con 100.000 miliardi di batteri a formare un organismo che funziona con una precisione mirabile.

E anche se lo potesse spiegare e potesse spiegare come mai la materia si organizza in atomi, in pianeti, in galassie, difficilmente spiegherebbe i comportamenti umani.

Evoluzione = Movimento, energia, conoscenza, consapevolezza, integrazione, tutto guidato da un fine.

Questo fine può essere parziale e limitato o deve essere globale?

Può una parte evolvere in un tutto immobile?

Guardiamo la natura.

Tutti gli animali, tutte le piante sono evolute.

Le stelle e le galassie sono evolute.

Tutto nell’universo sta evolvendo.

L’evoluzione è un fenomeno globale.

Il fine, il progetto sono pure globali, o tutto si sta evolvendo in direzioni diverse, a caso?

La materia, le stelle, le galassie stanno aumentando la loro organizzazione.

Le prime forme di vita, le cellule procariote, si sono evolute in cellule eucariote, poi in organismi complessi, poi in società.

Tutto tende verso una maggiore organizzazione.

Evoluzione = Movimento, energia, conoscenza, consapevolezza, integrazione, tutto guidato da un fine comune che tende ad una maggiore organizzazione.

L’organizzazione aumenta a spese dell’entropia, del disordine, che aumenta anch’esso.

Potremmo quasi dire che l’evoluzione avviene nonostante la seconda legge della termodinamica, che afferma che ogni fenomeno può avvenire solo se l’entropia aumenta o “tutti i processi naturali tendono sempre a far aumentare il disordine (entropia) o la casualità dell’Universo”.

Una delle più fondamentali leggi della natura è la Legge dell'Entropia: ogni sistema fisico va in decadenza con il passare del tempo: infatti, la materia tende verso la disorganizzazione, se lasciata a se stessa.

Per esempio, senza manutenzione, le case si diroccano, le nostre automobili si arrugginiscono e si deteriorano, e così via.

Una implicazione di questa legge è che l'intero mondo materiale sarebbe dovuto tornare al caos già da lunghissimo tempo.

Che cosa glielo impedisce?

Ci deve essere una potentissima forza riorganizzatrice che si contrappone alla tendenza verso la disorganizzazione presente in natura, e che mantiene tutto l'universo sotto controllo e in perfetto ordine.

Questa forza deve essere immateriale, altrimenti sarebbe essa stessa tendente al disordine e deve essere onnipotente ed onnisciente, perché la riorganizzazione non viene realizzata a caso.

Ad oggi nessuno scienziato è ancora riuscito a riprodurre in laboratorio la più semplice cellula vivente a partire da materia inanimata.

Ammesso che esista materia inanimata.

Evoluzione = Movimento, energia, conoscenza, consapevolezza, integrazione, fine comune, forza organizzatrice superiore.

Ancora una volta la fisica ci porta verso lo spirito e verso una nuova religione.

Reiki e la Fisica moderna

Tutte le teorie fisiche moderne, nate dopo la teoria della relatività di Einstein e la fisica quantistica, ci portano a considerare la realtà materiale del mondo come illusoria od almeno molto diversa da come la immaginiamo.

La fisica ed il mondo Occidentale sta scoprendo il polo immateriale ed illusorio della realtà, dopo aver concepito il solo polo materiale.

Dobbiamo lasciarci alle spalle le visioni unipolari o contrapposte ed imparare a sentire la realtà in maniera unitaria e polare.

Il mago vive in questo mondo, ben sapendo che è un’illusione, ma comportandosi come se tutto fosse assolutamente reale, perché in una qualche forma lo è.

Le nostre anime si sono incarnate su questo pianeta per fare un’esperienza: a noi scoprire il senso di questa esperienza e viverla, tenendo sempre presente che la nostra anima è una scintilla di Dio, immortale e pura, che morte e nulla non esistono perché tutto è Dio e Dio non può essere il nulla o la morte.

Gli sciamani sudamericani chiamano questa vita la follia controllata o la saggia follia.

Tutte le scienze stanno procedendo in direzione olistica, sia al loro interno, sia globalmente, come scienza della vita.

Non potremo più parlare di medicina, di alimentazione, di filosofia, di economia, di ecologia, di religione isolate: la vita umana dovrà essere affrontata in modo globale ed integrato.

Non potremo più ragionare in ottica individuale: ognuno di noi è connesso con tutte gli altri esseri dell’universo e con tutte le particelle esistenti.

Dovremo trovare un modo di vivere consapevole e guidato dall’amore, che porti ad un benessere e ad una salute globali, un modo di vivere coerente che ci porti ad una evoluzione comune.

Per arrivare a ciò è necessario che ognuno di noi percorra un cammino di evoluzione spirituale.

Reiki può essere una risposta, una delle tante.

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